Come impostare una causa contro una testata giornalistica per far accertare la natura subordinata del rapporto

Pochi sanno che moltissimi contratti di collaborazione autonoma tra giornalisti e testate sono simulati, ovviamente obtorto collo. Le testate, infatti, al fine di ridurre i costi e le garanzie stipulano contratti di collaborazione autonoma, nonostante il rapporto abbia vera e propria natura subordinata.
Quando poi escono le sentenze che accertano la natura subordinata sono dolori (per le testate, ovviamente), in quanto le condanne in caso di rapporti decennali superano spesso il mezzo milione di euro (v. recente sentenza Trib. Pesaro).
Fondamentale per riuscire nell’impresa è la dimostrazione dell’attività svolta. Occorre infatti produrre in giudizio se non tutti almeno la maggiorparte degli articoli (nel caso deciso dal Tribunale di Pesaro erano oltre diecimila).
Importante è lo scambio di email tra Redazione e collaboratore, specie quelle in cui si imparticono direttive.
Altrettanto importante è produrre la schermata con cui gli articoli ed eventualmente le foto vengono “caricate” nel sistema del giornale.
Naturalmente dovrà essere prodotta la documentazione relativa all’attività di pubblicista, praticante, giornalista.
Si dovranno produrre poi le buste paga e le dichiarazioni dei redditi specie se il rapporto è stato esclusivo.
Da utlimo non può mancare un conteggio delle retribuzioni dovute ben fatto.