Arbitrato. Libello introduttivo.

Appalto accertamento tributi.

COLLEGIO ARBITRALE per COMUNE DI E. = Avv. Mirco Minardi contro C. E. S.R.L. (già C. E. DI A. N. & C. S.a.s.)

LIBELLO INTRODUTTIVO

Per il Comune di E., rappresentato dal sindaco pro tempore U. T., si costituisce l’Avv. Mirco Minardi, con studio in Senigallia, Via Armellini n. 14, che lo rappresenta e difende giusta delega a margine del presente atto, rilasciata dal sindaco medesimo in forza di delibera della Giunta Municipale adottata in data 25/08/2004, n. 158 .

I PREMESSA IN RITO

I. La clausola arbitrale da cui origina il presente giudizio è contenuta in un contratto di appalto e relativo disciplinare stipulato tra il COMUNE DI E. e la C. E. DI A. N. & C. con sede in B. Via B. n. 50 (poi trasformata in C. E. S.R.L. e d’ora in avanti per semplicità indicata anche solo come C. E., concessionaria o appaltatrice), avente ad oggetto l’affidamento del E.o di accertamento dei tributi comunali.

II. L’art. 11 del disciplinare stabilisce in particolare che “Ogni eventuale controversia relativa al contenuto ed all’attuazione dell’appalto, dopo un tentativo amichevole di composizione bonaria, sarà devoluta ad un collegio arbitrale composto da tre arbitri, uno scelto da ciascuna parte ed un terzo di comune accordo dai primi due o, in mancanza designazione del Presidente del Tribunale”.

III. Con lettera del 24.09.2004 lo scrivente difensore promuoveva il tentativo di risoluzione amichevole ex art. 11, che, tuttavia, non raggiungeva il suo scopo.

IV. Per tale ragione, con istanza notificata in data 10.02.2006 , il COMUNE DI E., manifestando la volontà di voler promuovere il giudizio arbitrale, comunicava la scelta dell’arbitro di parte, ricaduta sull’Avv. L. L. del foro di Ancona.

V. A sua volta, la C. E., con atto del 22.02.2006 comunicava il nominativo del proprio arbitro di parte, ricaduto sull’Avv. G. G. G. del foro di B..

VI. Gli arbitri di parte nominavano a loro volta come terzo arbitro l’Avv. A. V., il quale accettava l’incarico con missiva del 3 maggio 2006 .

VII. Con ordinanza resa in data 12.06.2006 , il Collegio Arbitrale così composto assegnava alle parti termine sino al 12 giugno 2006 per il deposito dei libelli introduttivi.

II PREMESSA SUL FATTO

1) Con delibera n. 400 del 21.09.1995 , il COMUNE DI E. approvava il verbale di gara per l’affidamento a trattativa privata del E.o di accertamento tributi, aggiudicando contestualmente l’appalto del E.o stesso alla C. E. DI A. N. & C. S.a.s. con sede in B..

2) Con la stessa delibera veniva altresì approvato lo schema di contratto ed in pari tempo si autorizzava il segretario comunale a stipulare la relativa scrittura.

3) Con atto del 22 febbraio 1996, il COMUNE DI E. e la C. E. stipulavano il contratto di appalto (ed il relativo disciplinare) avente ad oggetto il E.o di accertamento dei tributi comunali in base al capitolato speciale;

4) il corrispettivo veniva fissato nella misura percentuale del 24,49% sull’evasione recuperata;

5) la validità del contratto era stabilita in un anno, decorrente dalla data della stipulazione, con facoltà di rinnovo alle condizioni di cui al capitolato speciale;

6) in base all’articolo 1 del capitolato speciale, intitolato “Oggetto dell’incarico”, in particolare alla C. E. era affidata la “rilevazione su tutto il territorio comunale mediante censimento analitico-descrittivo di tutte le occupazioni permanenti di suolo pubblico (passi carrabili inclusi) e di tutte le unità immobiliari esistenti, ai fini dell’accertamento dell’eventuale evasione dei tributi comunali e della contemporanea revisione ed aggiornamento dell’Anagrafe Tributaria”;

7) la ditta incaricata avrebbe dovuto compilare una “Scheda di E.o”, approvata dall’Ente, relativa ad ogni unità immobiliare e ad ogni occupazione permanente di suolo pubblico;

8) detta scheda di E.o avrebbe dovuto contenere le informazioni generali relativamente ad un determinato soggetto passivo, agli effetti:
a. della TARSU (Tassa raccolta rifiuti solidi ed urbani);
b. della TOSAP (Tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche) relativa alle occupazioni permanenti, passi carrabili inclusi;
c. dell’imposta ICIAP (Imposta comunale per l’esercizio di imprese, di arti e di professioni);
d. dell’ICI (Imposta comunale sugli immobili);
e. della verifica della regolarità degli allacci all’acquedotto comunale;

9) le schede di E.o intestate a ciascun contribuente avrebbero dovuto contenere, tra le altre informazioni, le generalità del soggetto o la ragione sociale; i dati fiscali ed i dati catastali degli immobili interessati;

10) in base all’art. 3 del disciplinare le fasi operative della ditta appaltatrice erano così scandite:
a) censimento di tutte le unità immobiliari presenti sul territorio comunale con individuazione per ogni unità rilevata di tutte le informazioni necessarie per la compilazione delle schede di E.o;
b) consegna all’Ente delle schede di rilevazione;
c) controllo delle denunce relative ai tributi in oggetto;
d) compilazione elenco dei contribuenti irregolari (per incomplete, infedeli ed inesatte dichiarazioni);
e) compilazione elenco dei contribuenti omettenti la denuncia e/o il versamento dell’imposta;
f) compilazione dei questionari da inviare ai contribuenti;
g) compilazione degli avvisi di accertamento;
h) compilazione del bollettino c.c.p.;
i) predisposizione dei ruoli;
l) supporto tecnico-giuridico nella fase contenziosa.

11) Altra importante previsione era l’obbligo per la ditta appaltatrice di trasferire su supporti magnetici compatibili con il sistema informatico dell’Ente tutte le informazioni desumibili dalla scheda di rilevazione;

12) la concessionaria avrebbe dovuto eseguire le varie fasi dell’appalto nei seguenti termini:
a. entro 9 mesi per TARSU, TOSAP e ICIAP;
b. entro 18 mesi per l’ICI (art. 4);

13) le spese per il personale necessario ad eseguire le varie operazioni del contratto erano poste a carico della ditta appaltatrice (art. 5).

14) L’articolo 8 del disciplinare precisava poi che il compenso per la ditta appaltatrice sarebbe stato calcolato in percentuale sulla evasione recuperata, tenendo conto delle maggiori entrate accertate, compresi gli importi accertati sia per rettifica di partite già conosciute, sia per partite di nuova istituzione, applicando, nelle ipotesi consentite dalle norme vigenti, anche le sanzioni e gli interessi;

15) l’erogazione del compenso era stabilita in due tranche:
– 50% alla consegna dell’elenco delle partite di rettifica e di evasione accertata;
– 50% entro i successivi 120 giorni dalla precedente scadenza.

16) Con successiva delibera del 13 agosto 1996, n. 420 , la Giunta Comune dell’Ente, rilevato che il questionario consegnato ai cittadini per il censimento generale degli immobili era risultato complesso da compilare, conferiva alla C. E., la quale accettava, l’incarico di assistere i cittadini nella compilazione del questionario, creando un E.o di assistenza e supporto tecnico da svolgersi per almeno due giorni la settimana;

17) il compenso per detto E.o aggiuntivo veniva stabilito nella misura percentuale del 6% sulle
maggiori entrate procurate all’Ente.

18) Con la stessa delibera la C. E. era altresì autorizzata ad utilizzare i locali dell’Ente per l’apertura del punto di informazione.

19) Tuttavia, ben presto l’Ente appaltante dovette purtroppo prendere atto che la C. E. non era in grado di rispettare quanto pattuito nel contratto di appalto, anche con riferimento ai tempi di consegna.

20) Per tale motivo, a seguito di un incontro, con missiva del 9 dicembre 1997, prot. n. 13771 , l’Ente comunicava alla appaltatrice i tempi di rispetto delle varie fasi contrattuali, invitando al contempo la C. E. a fornire giustificazioni in merito all’inadempimento e riservando comunque l’azione per il risarcimento del danno.

21) Con lettera del 13.02.1998 la C. E. riscontrava la missiva del COMUNE assumendo che il E.o relativo all’ICIAP era stato ultimato nei termini stabiliti, mentre per le altre imposte assumeva che i ritardi erano dipesi da molteplici cause (certamente non imputabili al COMUNE DI E.), tra cui:
a. difficoltà di reperire banche dati e natura cartacea dei supporti;
b. apertura dell’Ufficio Informazioni per più giorni alla settimana;
c. indisponibilità mostrata da alcuni contribuenti a sottoporsi all’accertamento (sic!);
d. ampiezza del territorio da rilevare;
e. difficoltà incontrata nel trovare personale locale idoneo alle operazioni di rilevazione.

22) Con successiva missiva del 20 febbraio 1998 , l’Ente prendeva atto delle motivazioni addotte dall’appaltatrice concedendo una dilazione dei termini sino al 30.06.1998 per quanto concerneva la TARSU e al 31.12.1998 per quanto concerneva l’ICI, riservando comunque l’azione per il risarcimento dei danni; detti termini venivano confermati dalla successiva delibera n. 60 del 18 marzo 1998 .

23) Successivamente, con missiva del 28 ottobre 1998 la C. E. trasmetteva gli avvisi di accertamento ed i solleciti TOSAP, con ben 10 mesi di ritardo sui tempi stabiliti.

24) Con missiva del 4 giugno 1999 , la concessionaria comunicava la sua disponibilità al completamento del E.o di accertamento tributi ed in particolare per la liquidazione e l’accertamento dell’ICI, impegnandosi a rispettare le scadenze del 31.12.1999, per la liquidazione degli anni 1993-1994-1995-1996 e per gli accertamenti degli anni 1993-1994 e del 30.06.2000 per la liquidazione degli anni 1997-1998 e per gli accertamenti relativi agli anni 1995-1996-1997-1998.

25) Con delibera del 9 giugno 1999 n. 192 la giunta comunale concedeva la dilazione richiesta.

26) Con successiva delibera del 12 aprile 2000 n. 121 , l’Ente conferiva alla C. E. l’accertamento dell’imposta ICIAP per l’anno 1997, stabilendo il termine del 30.10.2000, con una penale di lire 50.000 per ogni giorno di ritardo.

27) Con fax del 17.07.2000, prot. n. 9805 , l’Ente invitava la ditta appaltatrice a tenere in sospeso gli accertamenti ed i rimborsi relativi all’ex presunta, in relazione al collegato alla finanziaria; detta sospensione veniva revocata dall’Ente con fax del 24 luglio 2000, prot. n. 9336 .

28) Con missiva del 31.07.2000 l’Amministrazione era nuovamente costretta a diffidare l’adempimento alla C. E., stante il nuovo ritardo nell’esecuzione del contratto ed in particolare nella consegna degli avvisi di accertamento ICI 93/98; il termine di adempimento era fissato per il giorno 4.08.2000.

29) A detta lettera rispondeva la C. E. adducendo una serie di motivi (infondati) che, a suo dire, avrebbero legittimato il ritardo.

30) La stessa ditta appaltatrice, con successiva missiva del 04.04.2001 , inviava la fattura n. 26/2001, sollecitando anche il pagamento delle fatture n.ri 2 e 7.

31) Il COMUNE DI E. con lettera del 5.11.2001 , dopo aver ripercorso le tappe che avevano portato alla stipula del contratto, ricordava che le operazioni relative alla TARSU e alla TOSAP erano state portate a termine con notevole ritardo; che gli avvisi di accertamento ICIAP per l’anno 1997 erano stati consegnati il 18.12.2000 anziché entro la data stabilita del 31.10.2000 e che si era in attesa di ulteriori avvisi; che relativamente all’ICI il COMUNE era stato costretto ad impegnare il personale dell’ufficio ragioneria sia nella fase esecutiva che in quella propositiva e che lo stesso Ente era stato costretto a concedere dilazioni, stante l’impossibilità per l’appaltatrice di portare a termine il lavoro nei termini stabiliti; che l’apertura dello sportello di informazione sino al 12.06.2000 era stata determinata dall’eccessivo ritardo con cui la C. E. lo aveva attivato; che relativamente agli avvisi di accertamento e liquidazione relativi all’ICI delle aree fabbricabili la ditta appaltatrice aveva addirittura omesso di attivare lo sportello informativo; che a seguito dei conteggi, risultava un credito del COMUNE di lire 10.009.216 per maggiori compensi erogati.

32) Con successiva missiva del 11.04.2002 il COMUNE DI E. ribadiva le proprie contestazioni e richieste.

33) Con fax del 30.10.2002 prot. 12259 , l’Ente richiedeva alla C. E. la conferma del possesso dei requisiti richiesti dal DM Finanze n. 289/2000 emanato ai sensi dell’art. 53 del d.lgs. 446/97, ovverosia l’iscrizione nell’apposito albo tenuto presso il ministero.

34) A tale missiva rispondeva la A. TRIBUTI S.P.A. con foglio datato 31/10/2002 , con il quale comunicava di avere acquisito il ramo d’azienda della C. E. S.R.L. relativo all’accertamento e liquidazione dei tributi.

35) Con successiva lettera del 18.06.2003 , il COMUNE DI E. diffidava nuovamente la C. E. a definire gli accertamenti ICIAP del 1997, affidato con deliberazione della Giunta Municipale del 12.04.2000, richiedendo nuovamente il pagamento di euro 5.169,33 a titolo di maggiori compensi erogati.

36) Successivamente, con lettera del 21.06.2004, prot. 6931 , l’Ente aggiornava la situazione creditoria, a seguito della definizione dei ruoli coattivi ICIAP, richiedendo l’emissione di due note di accredito: una per l’importo complessivo di euro 29.696,04 a storno parziale della fattura n. 2 del 16.01.2001 per quota residua non dovuta, l’altra per euro 570,51 a titolo di maggiori compensi erogati.

37) Con lettera del 24.09.2004, lo scrivente avvocato inviava alla C. E. una missiva volta a provocare la risoluzione bonaria della controversia, ai sensi dell’art. 11 del disciplinare sottoscritto tra le parti.

38) L’invito era accettato dalla C. E., tuttavia, nonostante il tentativo di addivenire ad una conciliazione, le parti non si accordavano, tanto che era necessario instaurare il presente giudizio arbitrale.

39) Con missiva del 29/09/2005 la A. TRIBUTI SPA inviava al Comune di E. una fattura pro forma, relativa al saldo dei tributi ICI, TARSU e ICIAP per complessivi 49.185,44 euro.

40) Successivamente, con lettera raccomandata del 13/11/2005 , l’Avv. Alberto Tasso, in nome e per conto della A. SPA, richiedeva il pagamento della complessiva somma di euro 79.849,98.

41) A tale missiva rispondeva lo scrivente con foglio del 18/11/2005 , con il quale si contestava la richiesta avversaria e allo stesso tempo si richiedeva il pagamento delle maggiori somme dovute al Comune di E., nonché il risarcimento del danno.

III SULLA RESPONSABILITA’ DELLA DITTA CONCESSIONARIA

42) Come già esposto nella premessa, la C. E. si è resa inadempiente rispetto agli obblighi fondamentali stabiliti nel contratto, sia per quanto concerne la tempistica di consegna degli avvisi e dei ruoli, sia per quanto concerne l’esecuzione stessa delle prestazioni.

43) In particolare, gli inadempimenti più gravi (ma non sono gli unici) riguardano:
• l’omessa compilazione della scheda di E.o per tutti gli immobili esistenti;
• la parziale compilazione delle schede di E.o;
• l’omesso trasferimento su supporto magnetico compatibile con il sistema informatico dell’Ente, delle informazioni contenute nelle schede;
• l’omessa verifica della regolarità degli allacci all’acquedotto comunale.

44) Si tratta di omissioni molto gravi, perché il cuore del contratto, oltre alla predisposizione degli avvisi e degli accertamenti, era proprio la realizzazione di un sistema informatico di catalogazione di tutti gli immobili esistenti nel territorio comunale (banca dati), con i relativi dati (proprietà, ubicazione, estensione, dati catastali, rendite, conduttori, etc.). Trattavasi, dunque, di una operazione a sé.

45) In particolare, come già scritto in premessa, l’art. 2 del disciplinare prevedeva la compilazione di una scheda di E.o egli effetti della TARSU, della TOSAP, dell’ICIAP, dell’ICI e della verifica degli allacci degli acquedotti comunali.

46) Nella realtà, la C. E. non ha fornito questo E.o. La gran parte delle schede compilate, infatti, non contiene informazioni per calcolare l’ICI, la TOSAP e l’ICIAP; né consentono di verificare la regolarità degli allacci all’acquedotto comunale. In buona sostanza, le schede di E.o si sono rivelate utili (in parte) solo per il calcolo della TARSU .

47) Per determinare l’ICIAP, ad esempio, il COMUNE avrebbe dovuto avere, tra l’altro, le informazioni relative:
– alla superficie strutturata come locale od area attrezzata coperta e
– alla superficie strutturata come area attrezzata scoperta
visto che per la seconda l’imposta si calcola in ragione del 10%.

48) E ancora, nulla si dice nelle schede di E.o dell’esistenza di passi, ai fini del calcolo della TOSAP.

49) Per quanto concerne in particolare l’ICI, la C. E. ha consegnato al COMUNE le informazioni in supporto informatico, gestite tuttavia da un software diverso e non compatibile con quello dell’Ente, tanto che lo stesso è stato costretto ad acquistare la licenza del fornitore . Non solo. La mancata assistenza e la complessità del software di gestione dei dati ICI, ha reso necessario ricorrere alla assistenza di una software house – – .

50) Con palese violazione dell’art. 5 del disciplinare, ai sensi del quale “per l’espletamento del E.o, la ditta incaricherà personale e tecnici in possesso degli idonei requisiti in riferimento alle mansioni a cui saranno adibiti”, la ditta appaltatrice si è avvalsa di personale di fortuna, soprattutto reperito in loco, privo di una adeguata preparazione tecnica, trattandosi perlopiù di studenti universitari, tanto che l’Ente è stato costretto ad affiancare detto personale con propri dipendenti così come riassunto dal seguente schema:
imposta n. dip. Dal Al gg Costo stimato
TOSAP 1 24/10/98 28/03/00 74 € 7.722,51
TARSU 1 06/09/96 25/05/00 194 € 20.114,11
ICIAP 1 06/05/96 24/12/97 85 € 8.849,02
ICI 1 19/06/99 30/11/00 151 € 15.711,83
504
€ 52.397,47

51) In buona sostanza, la concessionaria, anziché procedere ad un censimento reale degli immobili, si è limitata ad inviare un questionario ai cittadini, molti dei quali si sono giustamente rifiutati di rispondere, visto che già in passato avevano reso dichiarazioni in tal senso. Non dobbiamo dimenticare che specifiche norme di legge, attribuiscono al personale incaricato della rilevazione di accedere agli immobili al fine di verificare la destinazione e di misurare la superficie.

52) Relativamente alle singole imposte, gli inadempimenti posti in essere dalla C. E. possono essere così riassunti.

ICIAP:
53) Il termine di consegna degli avvisi di accertamento scadeva il 30 novembre 1996, ma essi sono stati consegnati solo il 24 dicembre 1997 , quindi con 13 mesi di ritardo.

54) Con missiva del 06/05/1996 la C. E. inviava all’Ente 245 questionari.

55) Il 24 aprile 1998 la concessionaria consegnava i ruoli con lettera del 20 aprile 1998 .

56) Con delibera n. 121 del 12 aprile 2000 (doc. 18), l’Ente affidava alla appaltatrice, che accettava, l’accertamento dell’ICIAP relativa all’anno 1997, con termine per l’espletamento del E.o al 30.10.2000.

57) La concessionaria, con missiva del 13 e del 17/12/2000 , trasmetteva solamente 6 avvisi di liquidazione ed 1 avviso di accertamento, mentre i restanti avvisi erano trasmessi dalla A. TRIBUTI S.P.A. con lettera dell’11/11/2002, ricevuta dall’Ente il 15/11/2002 accumulando un ritardo di 744 giorni per complessive lire 37.200.000 (744 x 50.000) pari ad euro 19.212,20.

58) Un dipendente dell’Ente, la sig.ra G. G. è stata costretta ad affiancare l’impiegato della C. E. dal 6.05.1996 al 24.12.1997 un giorno alla settimana, per un totale di € 8.849,02, in quanto il personale messo a disposizione dalla concessionaria era insufficiente per il numero di utenti che si presentavano a seguito dell’invio dei questionari e delle richieste di annullamento degli avvisi.

TOSAP:
59) La scadenza originaria per la consegna degli avvisi era il 30 novembre 1996. Con missiva del 09/12/1997 (doc. 11), l’Ente diffidava la C. E. ad adempiere entro il 15.12.97; solo in data 28.10.98 la concessionaria consegnava gli avvisi di accertamento (n. 491) per lire 43.766.000, oltre ai solleciti per lire 41.099.000 (n. 511).

60) Dei 491 avvisi notificati ben 117 sono stati annullati, pari ad una percentuale del 23,83%; dei secondi ne sono stati annullati 44; mentre per 9 si è proceduto all’annullamento prima ancora della notifica.

61) Poiché il termine di decadenza entro il quale il comune avrebbe dovuto notificare l’avviso di accertamento è il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui la denuncia è stata presentata o avrebbe dovuto essere presentata, il ritardo della concessionaria ha fatto decadere gli avvisi per l’anno 1994.

62) Non solo. Il ritardo nella consegna degli avvisi ha prodotto un atteggiamento evasivo da parte dei contribuenti, probabilmente indotto dall’inerzia dell’Amministrazione. Difatti, quelli spontanei sono diminuiti progressivamente, tanto che il Comune, negli anni 94/95/96/97 ha incassato le seguenti somme a titolo di TOSAP (pagamenti spontanei) da occupazione permanente (esclusa dunque la temporanea):
– anno 1994 lire 67.980,391;
– anno 1995 lire 72.696.812;
– anno 1996 lire 40.683.250;
– anno 1997 lire 25.111.760.

63) E’ bene ricordare nuovamente che nelle schede di E.o compilate dalla C. E., contrariamente a quanto stabilito nel contratto, non ci sono dati per calcolare la TOSAP. L’appaltatore ha compilato un elenco a parte, in cui sono stati inclusi tutti i proprietari dei passi, senza specificare eventuali esclusioni dall’imposta.

64) Ed è per tale ragione che il Comune si è visto costretto ad annullare molti degli avvisi. Ciò ha creato un danno non solo in termini di personale impiegato in ausilio a quello della C. E., ma anche in termini di immagine dell’Ente, che riceveva giornalmente proteste da parte di molti contribuenti.

65) La sig.ra G. G. ha lavorato in affiancamento all’addetto della C. E. dal 24.10.98 al 28.03.2000, un giorno alla settimana, per 74 giorni di lavoro e per un totale di € 7.722,51.

TARSU:
66) Il termine di consegna degli avvisi TARSU era il 18/11/1996. Solo in data 06/09/1996 la C. E. si attivava per richiedere all’ente la verifica dell’elenco delle aree di circolazione contenute nei dischetti U.T.E. Il COMUNE rispondeva con fax del 07/09/1996 .

67) Con delibera n. 60 del 18/03/1998 (doc. 14) l’Ente era costretto a concedere una proroga del termine alla concessionaria, posticipando la consegna al 30/06/1998.

68) Nonostante la proroga, la C. E. consegnava parte dei ruoli TARSU solo il 16 luglio 1998 – – .

69) Con lettera del 16/07/1998 il COMUNE, rilevato che la concessionaria aveva trasmesso solo i ruoli relativi ai contribuenti che avevano aderito al censimento generale, diffidava la stessa a consegnare gli accertamenti relativi ai contribuenti evasori totali e parziali.

70) Con scritto del 26/04/2000 , l’appaltatrice richiedeva documentazione ai fini della predisposizione della minuta ruolo TARSU per gli anni 94/95/96/97, che veniva consegnata in data 01/06/2000 con lettera del 25/05/2000 .

71) Il mancato rispetto dei termini ha impedito al Comune di recuperare la tassa relativa all’anno 1993 presuntivamente ammontante a circa venti milioni di lire, visto che nel 1994 il Comune notificò un ruolo per lire 21.120.528.

72) La C. E., poi, avrebbe dovuto effettuare una verifica effettiva della consistenza degli immobili, mentre nella maggior parte dei casi ha ritenuto sufficiente l’auto dichiarazione dei contribuenti.

73) Infine, la sig.ra G. G. ha affiancato l’addetto della concessionaria dal 6.09.96 fino al 25.05.2000 per un giorno a settimana e per un totale di € 20.114,11.

ICI:
74) Con lettera del 09/08/1997 , il COMUNE inviava alla C. E. n. 2 dischetti contenenti le riscossioni dell’ICI versata dai contribuenti in acconto e a saldo per gli anni 94/95/96 e con missiva del 23/04/1998 quelli relativi agli anni 95/96/97.

75) Con missiva del 13.2.98 (doc. 12) la ditta dichiarava il termine delle operazioni entro il 31.12.98. Con deliberazione di giunta n. 60/1998 l’Ente concedeva la dilazione.

76) Con scritto del 4 giugno 1999 (doc. 16), a termini già ampiamente scaduti, la concessionaria chiedeva una proroga al 31.12.1999 per gli anni 93/94/95/96 che veniva concessa con deliberazione di giunta n. 192 del 9.6.1999 (doc. 17), stabilendosi la data del 12.6.2000.

77) Con fogli del 11/04/2000 e del 26/04/2000 la concessionaria consegnava rispettivamente 464 e 7 questionari a fini ICI.

78) Con lettera del 31.7.00 il COMUNE diffidava la consegna entro il 4.8.2000 (doc. 21). A seguito di tale diffida, la concessionaria consegnava gli accertamenti il 4 e il 12 agosto 2000.

79) Per ben due volte la settimana, una impiegata del Comune, Sig.ra Fabiana Pompili, è stata impegnata dal 19.6.99 al 30.11.2000, per un totale di 151 giorni, ciò perché la sola persona messa a disposizione dalla C. E. non era in grado di gestire l’affluenza del pubblico.

80) E’ bene evidenziare che il contratto prevedeva la registrazione dei pagamenti e la emissione dei ruoli, mentre queste prestazioni sono state eseguite dal Comune. Pertanto, anche tale omissione costituisce grave inadempimento agli obblighi contrattuali assunti.

81) Si noti che la lettera del 31/01/2001 inviata dalla concessionaria, dimostra che essa ha richiesto il compenso di euro 1500,00, oltre IVA, per caricare i versamenti ICI in acconto e saldo; compenso che non comprendeva i costi di installazione, addestramento e di assistenza.

82) Soprattutto nell’ICI il Comune ha sopportato la mancanza di un coordinatore tra gli impiegati della C. E. e soprattutto la mancanza di personale avente esperienza nel settore dei tributi.

83) Per le aree edificabili, sempre ai fini ICI, la C. E. non ha istituito lo sportello informativo.

84) Altra violazione contrattuale è consistita nella cessione del contratto (peraltro totalmente inefficace per l’Ente) alla A. TRIBUTI SPA – , in violazione delle norme che vietano la cessione dei contratti in cui è parte una pubblica amministrazione, nonché in violazione dell’art. 30 del regolamento per la disciplina dei contratti, approvato con deliberazione del consiglio comunale n. 105 e 128/91 e modificato con deliberazione n. 94 del 15.9.1994 .

85) Ciò, tenuto anche conto che il D.M. n. 289/2000 stabiliva al 30/09/2001 il termine ultimo per la cessione dei contratti ai soggetti iscritti regolarmente all’albo dei gestori delle attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione delle entrate delle province e dei comuni, istituito presso il Ministero delle finanze, previsto dall’art. 53, comma 3, del decreto legislativo 15/12/1997 n. 446.

86) In particolare, l’art. 20 del suddetto decreto ministeriale stabilisce che “1. I soggetti che, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, abbiano in corso contratti di concessione dei E. di accertamento e riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni e della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, di cui agli articoli 25 e 52 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, ovvero di attività, comunque denominate, di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e delle altre entrate di province e comuni legittimamente sottoscritti, per proseguirne la gestione devono ottenere l’iscrizione nell’albo entro il 30 settembre 2001; decorso inutilmente detto termine i contratti stessi sono risolti di diritto. 2. Le condizioni dei contratti di cui al comma 1, ove ne sia possibile la prosecuzione, devono essere aggiornate secondo le disposizioni del regolamento previsto dal comma 7 dell’art. 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997, entro il termine di novanta giorni dalla sua entrata in vigore. 3. Nello stesso termine di cui al comma 1, i contratti legittimamente sottoscritti, possono essere, anche in deroga alle condizioni contrattuali, ceduti a soggetti regolarmente iscritti nell’albo, previa comunicazione al Ministero delle finanze”.

87) Ovviamente, tale cessione del ramo d’azienda è del tutto inefficace per l’Ente, posto che “L’istituto della concessione di pubblico E.o esclude la possibilità del subingresso, essendo naturalmente improntato ad un’investitura di carattere fiduciario del soggetto individuato, con l’effetto che la modifica essenziale della posizione soggettiva del concessionario pretende l’integrale rinnovo del procedimento di scelta, mediante procedure concorrenziali, senza alcuna possibilità di subentro diretto dell’operatore a cui sia stato ceduto un ramo d’azienda da parte dell’originario concessionario”, Consiglio Stato, sez. V, 30 ottobre 2003, n. 6768.

88) Detta sentenza, benché emessa in ipotesi di concessione pubblica, non modifica i termini della questione, atteso che anche l’appalto, come è a tutti noto, presenta il carattere della fiduciarietà, al pari della concessione pubblica (v. Consiglio di Stato sent. n. 1071/2004).

89) D’altra parte, il COMUNE DI E. non ha mai comunicato di voler aderire alla cessione del contratto operata dalla concessionaria attraverso la cessione del ramo d’azienda.

90) Per tali ragioni, le attività compiute dalla A. TRIBUTI SPA (v. consegna ruoli ICIAP) non potranno essere tenute in considerazione ai fini della determinazione del corrispettivo. Allo stesso tempo, la C. E. S.R.L. va ritenuta responsabile di avere sostituito altra impresa a sé, la quale, peraltro, ha adempiuto la prestazione con notevolissimo ritardo (oltre due anni).
Alla luce di quanto sopra, lo scrivente difensore rassegna i seguenti quesiti.

IV QUESITI

Voglia il Collegio Arbitrale:
I. In via principale, accertare il corrispettivo dovuto dal Comune di E. alla C. E. S.r.l., come da nota prot. n. 6931 del 21/06/2004 e pertanto accertare e dichiarare il saldo a debito della concessionaria di euro 570,51, con relativa condanna al pagamento della suddetta somma in favore del Comune di E., oltre interessi dal dovuto;

II. Sempre in via principale, ridurre proporzionalmente il suddetto corrispettivo in relazione all’entità e alla qualità del E.o effettivamente svolto dalla C. E. s.r.l., tenuto conto in particolare del mancato completamento della predisposizione delle schede di E.o e di tutti gli altri inadempimenti descritti in narrativa, nessuno escluso, nella misura da determinarsi in corso di causa, condannando la C. E. s.r.l. al pagamento della maggior somma corrisposta dal Comune di E.; in via subordinata ed alternativa alla riduzione del corrispettivo, condannare la C. E. a risarcire il danno per la mancata, inesatta e parziale esecuzione di alcune prestazioni contrattuali, nella somma da liquidarsi in via equitativa;

III. Ancora in via principale, accertare e condannare la C. E. s.r.l. a risarcire i danni patiti dal Comune di E., derivanti dagli inadempimenti lamentati e descritti in narrativa: a titolo di penale per l’imposta ICIAP 1997 per € 19.212,20; a titolo di danno emergente (spese del personale € 52.397,47; spese acquisto e addestramento per l’uso del software ICI € 11.714,57); a titolo di danno da lucro cessante (minori introiti per decadenza dei termini) ed a titolo di danno da immagine, il tutto da determinarsi in corso di causa, per la parte non ancora quantificata e, nell’impossibilità di una precisa quantificazione, anche equitativamente. Con interessi dal dovuto.

IV. In via subordinata, compensare le somme eventualmente dovute alla C. E. s.r.l. con il credito riconosciuto al Comune di E..

V. Con vittoria di spese, competenze ed onorari di difesa, tra cui quelle relative al Collegio Arbitrale, oltre al rimborso forfetario delle spese, IVA e CAP.

V RICHIESTE ISTRUTTORIE

Preliminarmente si dichiara di non voler in nessun modo invertire l’onere probatorio.
In caso di contestazione dei fatti, come sopra narrati e sempre nel caso in cui controparte abbia assolto il proprio onere probandi, si chiede prova per interrogatorio formale del legale rappresentante della C. E. S.R.L. sui seguenti capitoli di prova:

1. Vero che la C. E. ha censito solo parte degli immobili esistenti nel territorio del COMUNE DI E., così compilando solo in parte le relative schede?

2. Vero che le schede di E.o compilate dalla C. E. contengono informazioni parziali?

3. Vero che a causa delle informazioni parziali contenute nelle schede di E.o compilate dalla C. E. queste non consentono di calcolare l’ICI, la TOSAP, la TARSU e l’ICIAP e di verificare la regolarità degli allacci all’acquedotto comunale?

4. Vero che la C. E. S.R.L. ha omesso di trasferire su supporto magnetico compatibile con il sistema informatico del COMUNE DI E., le informazioni contenute nelle schede di E.o?

5. Vero che per quanto concerne in particolare l’ICI, la C. E. ha consegnato al COMUNE DI E. le informazioni in supporto informatico, gestite tuttavia da un software diverso e non compatibile con quello dell’Ente?

6. Vero che per tale ragione il COMUNE DI E. è stato costretto ad acquistare la licenza del fornitore?

7. Vero che la mancata assistenza e la complessità del software di gestione dei dati ICI, ha reso necessario l’ assistenza di una software house?

8. Vero che il costo complessivo sopportato dal COMUNE DI E. per l’acquisto del software ICI e per l’assistenza relativa ammonta ad euro 11.714,57 come da fatture che le vengono esibite?

9. Vero che la C. E., per adempiere l’incarico, si è avvalsa di personale privo di preparazione tecnica, trattandosi perlopiù di studenti universitari?

10. Vero che il COMUNE DI E. è stato costretto ad affiancare detto personale con propri dipendenti, proprio a causa della loro inesperienza?

11. Vero che nel complesso, il numero delle giornate impiegate per assistere la C. E. S.R.L. è stato di 504?

12. Vero che anziché procedere alla reale e diretta verifica degli immobili, la C. E. S.R.L. si è limitata principalmente ad inviare dei questionari ai cittadini?

13. Vero che la dipendente dell’Ente, sig.ra G. G. ha affiancato l’impiegato della C. E., relativamente all’imposta ICIAP, dal 6.05.1996 al 24.12.1997, un giorno a settimana, per un totale di 151 gg?

14. Vero che detto affiancamento si rese necessario al fine di ricevere i numerosi cittadini che chiedevano spiegazioni in merito agli avvisi e richiedevano annullamenti?

15. Vero che relativamente alla TOSAP furono annullati 117 avvisi e 44 solleciti a seguito delle difese dei contribuenti?

16. Vero che relativamente alla TOSAP furono annullati 9 avvisi prima ancora della notifica?

17. Vero che la dipendente dell’Ufficio Ragioneria del COMUNE DI E., sig.ra G. G. ha affiancato l’impiegato della C. E., relativamente all’imposta TOSAP, dal 6.05.1996 al 24.12.1997, un giorno a settimana, per un totale di 74 gg?

18. Vero che relativamente alla TARSU il COMUNE DI E., nel 1994, notificò avvisi per lire 21.120.528?

19. Vero che dal 6.09.96 fino al 25.05.2000, un giorno alla settimana, la dipendente dell’ufficio ragioneria del COMUNE DI E., sig.ra G. G. ha affiancato l’addetto della C. E. per un totale di 194 gg?

20. Vero che dal 19.6.99 al 30.11.2000, per due giorni alla settimana, la dipendente dell’ufficio ragioneria del COMUNE DI E., Sig.ra Fabiana Pompili ha affiancato il dipendente della C. E., per un totale di 151 giorni?

21. Vero che tale affiancamento si rese necessario posto che la persona messa a disposizione dalla C. E. non era in grado di gestire l’affluenza del pubblico?

22. Vero che relativamente all’ICI la registrazione dei pagamenti e l’emissione dei ruoli è stata effettuata dal COMUNE DI E.?

23. Vero che relativamente agli avvisi di accertamento e liquidazione ICI delle aree fabbricabili la ditta appaltatrice non ha attivato lo sportello informativo?

In caso di esito negativo, pur ribadendo di non voler invertire l’onere della prova, si chiede l’ammissione di prova testimoniale sui medesimi articoli, epurati di ogni elemento di valutazione, indicandosi come testi:
1) D. A., residente in …., via della …. n. 28;
2) G. G., residente in E., Via ….. n. 34;
3) O. E, residente in …., frazione … via …. a).
Salvo altri.
Con riserva di ulteriori quesiti, difese, eccezioni, richieste istruttorie e produzioni documentali.

VI PRODUZIONI

Produce agli atti in originale e quattro copie:
I. libello introduttivo con delega a margine.
Produce nella sezione documenti, in cinque copie: