Responsabilità civile del notaio

Omessa informazione sul mancato frazionamento dell’ipoteca.

A
carico del notaio rogante è configurabile responsabilità contrattuale nei confronti del cliente, acquirente di unità immobiliare parte di maggior complesso gravato da ipoteca non frazionata, per avere egli omesso di informarlo dei rischi inerenti al detto mancato frazionamento.
Cassazione civile , sez. III, 11 gennaio 2006, n. 264

Obbligo di verifica della disponibilità dell’immobile
Per il notaio richiesto della preparazione e stesura di un atto pubblico di trasferimento immobiliare, la preventiva verifica della libertà e disponibilità del bene e, più in generale, delle risultanze dei registri immobiliari attraverso la loro visura, costituisce, salvo espressa dispensa per concorde volontà delle parti, obbligo derivante dall’incarico conferitogli dal cliente e, quindi, fa parte dell’oggetto della prestazione d’opera professionale, poiché l’opera di cui è richiesto non si riduce al mero compito di accertamento della volontà delle parti, ma si estende a quelle attività preparatorie e successive necessarie perché sia assicurata la serietà e certezza dell’atto giuridico da rogarsi ed in particolare la sua attitudine ad assicurare il conseguimento dello scopo tipico di esso e del risultato pratico voluto dalle parti partecipanti alla stipula dell’atto. Conseguentemente, l’inosservanza dei suddetti obblighi accessori da parte del notaio dà luogo a responsabilità ex contractu per inadempimento dell’obbligazione di prestazione d’opera intellettuale, a nulla rilevando che la legge professionale non contenga alcun esplicito riferimento a tale peculiare forma di responsabilità .
Cassazione civile , sez. III, 11 gennaio 2006, n. 264
Visure ipocatastali
Il notaio incaricato di un rogito comportante il trasferimento di un immobile è tenuto a compiere le necessarie visure ipocatastali, senza limitarle, nel tempo, al solo periodo successivo alla data dell’atto di provenienza.

Cassazione civile , sez. II, 02 marzo 2005, n. 4427
Invocazione della limitazione della responsabilità.
In relazione alla inosservanza dell’obbligo di espletare la visura dei registri immobiliari in occasione di una compravendita immobiliare, il notaio non può invocare la limitazione di responsabilità prevista per il professionista dall’art. 2236 c.c. con riferimento al caso di prestazione implicante la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, in quanto tale inosservanza non è riconducibile ad un’ipotesi di imperizia, cui si applica quella limitazione, ma a negligenza o imprudenza, cioè alla violazione del dovere della normale diligenza professionale media esigibile ai sensi del comma 2 dell’art. 1176 c.c., rispetto alla quale rileva anche la colpa lieve. (Nella specie, la Corte cass. ha confermato la sentenza di merito, che aveva dichiarato la nullità del contratto di compravendita di un immobile che era risultato gravato da uso civico e del quale il venditore era solo colono perpetuo, condannando il notaio, in solido con il venditore, alla restituzione del prezzo, oltre accessori).
Cassazione civile , sez. II, 02 marzo 2005, n. 4427
Scritture private: obblighi del notaio.
Il notaio incaricato della autenticazione di una scrittura privata, il cui contenuto sia stato predisposto già da altri o dagli stessi contraenti, non è tenuto ad effettuare le visure ipotecarie, a meno che non gli sia stato conferito incarico espresso.
Cassazione civile , sez. II, 23 dicembre 2004, n. 23934
Prova del danno
Il notaio che abbia assunto l’obbligazione di verificare le iscrizioni relative ad un immobile oggetto di compravendita, è responsabile per il danno cagionato dal suo inadempimento: danno che, non essendo “in re ipsa”, deve essere allegato e provato dal creditore insoddisfatto (nella specie il giudice del merito aveva rigettato la domanda di risarcimento, essendo mancata la prova che l’immobile compravenduto, poi risultato oggetto di sequestro conservativo, fosse stato sottoposto ad espropriazione o che successive negoziazioni fossero state negativamente influenzate dalla detta iscrizione; la Corte non ha ravvisato al riguardo il difetto di motivazione lamentato dalla parte).

Cassazione civile , sez. II, 13 settembre 2004, n. 18376