Affidamento condiviso. Tribunale Catania, sent. 5/5/2006

IL TRIBUNALE DI CATANIA
Prima Sezione Civile

composto dai magistrati
dr Antonio Maiorana Presidente
dr Giovanni Dipietro Giudice
dr Massimo Escher Giudice rel. ed est.
ha emesso la seguente

SENTENZA
nella causa civile iscritta al n. 4861/2004 R.G.Sep.,
promossa da
C.G., nata a (…) il (…), res. in (…) via (…), dom. in (…), via (…), presso lo studio dell’avv. (…), che la rappr. e dif. per mandato a margine del ricorso introduttivo del giudizio; – Ricorrente
contro
B.A., nato a (…) il (…), domiciliato in (…) via (…);
– Convenuto contumace
con l’intervento del pubblico ministero;
rimessa al collegio per la decisione all’esito dell’udienza del 15.3.2006, sulle conclusioni precisate come in atti.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso depositato il 3.5.2004, C.G. chiedeva a questo Tribunale la pronuncia della sua separazione personale dal marito B.A..
Esponeva la ricorrente che il matrimonio, celebrato con il rito concordatario il (…).1996 e dal quale erano nati due figli (C.D., nato il (…).1999, J., nata il (…).1992), era entrato in crisi a causa dell’insofferenza del B. nei confronti dei doveri familiari.
All’udienza del 20.12.2004, il presidente, tentava invano di conciliare le parti e, con ordinanza del 28.12.2004, affidava i figli minori alla madre, regolando il diritto di visita del padre; assegnava alla C.G. la casa coniugale; poneva a carico del marito l’obbligo di versare alla moglie, a titolo di contributo per il mantenimento dei figli e della C., un assegno mensile di € 500,00, da rivalutarsi annualmente.
Il convenuto non si costituiva.
Acquisiti i documenti offerti in produzione, la causa veniva rimessa al collegio, che, la decideva, sulle conclusioni precisate come in atti.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Va dichiarata la contumacia del convenuto, che, come si è detto, non si è costituito in giudizio, benché ritualmente chiamatovi.
La domanda di separazione è fondata e deve essere accolta.
Invero, la separazione di fatto tra i coniugi, l’insuccesso del tentativo di conciliazione, la natura delle doglianze esposte e il comportamento mantenuto da entrambe le parti nella conduzione del presente giudizio sono tutti elementi che comprovano la sussistenza di una situazione tale da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza.
E’ opportuno e rispondente all’interesse dei figli minori che essi rimangano affidati alla madre, alla quale sono stati provvisoriamente affidati dal presidente e con la quale sono vissuti fino ad oggi. E ciò posto che, se è vero che la legge 54/2006 ha introdotto come regola l’affidamento condiviso, è anche vero che il nuovo art. 155 c.c. ammette l’affidamento esclusivo, ove ciò soddisfi meglio le esigenze dei minori. Il che è quanto accade nel caso di specie, in cui il minore C.D. e J. vivono ormai da circa 4 anni con la madre, ed il padre ha mostrato indifferenza all’ipotesi di un affidamento della prole anche in suo favore (vedasi quanto dallo stesso dichiarato all’udienza presidenziale).
Al padre deve riconoscersi il diritto di tenerli con sé ogni mercoledì dalle ore 15.00 alle ore 20.30; a settimane alterne, la domenica dalle ore 9.00 alle ore 20.30 e il sabato successivo dalle ore 15.00 alle ore 20.30; continuativamente, per trenta giorni nel periodo estivo; per sette giorni, comprensivi ad anni alterni del Natale e del Capodanno, nel periodo natalizio; per tre giorni, comprensivi ad anni alterni della Pasqua e del lunedì dell’Angelo, nel periodo pasquale.
In conformità con quanto già disposto dal presidente con l’ordinanza del 28.12.2004, la casa coniugale va assegnata alla ricorrente, affidataria dei figli minori, per consentire a questi ultimi di rimanere nell’ambiente che è per loro familiare e nel quale sono cresciuti finora.
A carico del B. va posto l’obbligo di corrispondere alla moglie, a titolo di contributo per il mantenimento dei figli, un assegno mensile, che viene determinato in € 500,00, di cui euro 250,00 quale contributo per il mantenimento della moglie ed il resto quale contributo per il mantenimento dei minori. Il tutto in considerazione delle condizioni economico-finanziarie dei due genitori e delle esigenze dei figli.
Al riguardo si rileva che mentre la C. (come dimostrato dalla certificazione emessa in data 17.10.05 dalla Agenzia delle Entrate, e dalla attestazione Isee per il nucleo familiare) è priva di redditi, il B. dispone di un reddito (sia pure modesto) derivategli dall’attività di meccanico.
Tale assegno dovrà essere versato entro i primi cinque giorni di ogni mese e dovrà essere automaticamente adeguato ogni anno con riferimento agli indici ISTAT di cui all’art. 150 att. c.p.c., in applicazione analogica dell’art. 5, comma 7°, e dell’art. 6, comma 11°, della legge n. 898 del 1970, nel testo modificato e integrato dalla legge n. 74 del 1987.
L’obbligo del suo versamento decorrerà dal deposito dell’ordinanza presidenziale.
In relazione alla natura e all’esito della controversia, ricorrono giusti motivi perché, nella contumacia del convenuto, rimangano a carico della ricorrente le spese processuali da lei sostenute.
P. Q. M.
Il Tribunale pronuncia la separazione personale dei coniugi C.G. e B.A..
Affida alla madre i figli minori C.D. e J., con diritto per il padre di tenerli con sé nei modi e tempi di cui sopra in motivazione.
Assegna a C.G. la casa coniugale, sita in (…), con i mobili e le suppellettili che l’arredano, perché vi abiti insieme ai figli.
Pone a carico del B.A. l’obbligo di corrispondere alla moglie un assegno mensile di € 500,00, dei quali euro 250,00 a titolo di contributo al mantenimento dei figli e con decorrenza dalla data di deposito dell’ordinanza presidenziale e da rivalutare annualmente come specificato in motivazione.
Rimangono a carico della ricorrente le spese processuali da lei sostenute.
Deciso in Catania, nella camera di consiglio della Prima sezione civile del Tribunale, il 5.5.2006.