Home  
Procura alle liti
E' valido il ricorso per decreto ingiuntivo privo della sottoscrizione in calce dell'avvocato, ma munito dell'autentica della firma del cliente nella procura redatta a margine dell'atto?

Sì, è valido. Lo ha sancito la Suprema Corte con questa sentenza.......
Leggi tutto...
NEWS
SPECIALE ANTIRICICLAGGIO

Nella sezione Normativa, raccolta di leggi e circolari fondamentali in materia di riciclaggio.

NORMATIVA: Intercettazioni telefoniche
DECRETO-LEGGE 22 settembre 2006, n.259

Disposizioni urgenti per il riordino della normativa in tema di
intercettazioni telefoniche.
Leggi tutto...
NORMATIVA: 2645 ter c.c. atti di destinazione
Agenzia del Territorio

CIRCOLARE N. 5 del 07/08/2006

Oggetto: Art. 2645-ter del codice civile - Trascrivibilità degli atti di destinazione per fini meritevoli di tutela - Modalità di attuazione della pubblicità immobiliare.
Leggi tutto...
Bancarotta preferenziale
Bancarotta preferenziale del funzionario di banca


Risponde a titolo di concorso del reato di bancarotta preferenziale il funzionario di banca che, dopo la concessione di un mutuo non coperto da garanzie ad


Leggi tutto...
Assegno di divorzio
Miglioramento delle condizioni del coniuge e modifica dell’assegno di divorzio.

In tema di revisione dell’assegno di divorzio, allorché a fondamento dell’istanza dell’ex coniuge obbligato, rivolta ad ottenere la totale soppressione del diritto al contributo economico, sia dedotto il miglioramento delle condizioni economiche dell’ex coniuge beneficiario (nella specie dipendente dall’acquisto per successione ereditaria della proprietà e della comproprietà di beni immobili), il
Leggi tutto...
Protesto cambiario illegittimo
L’illegittimo protesto cambiaro configura un danno in re ipsa.


Il protesto cambiario, conferendo pubblicità ipso facto all'insolvenza del debitore, non è destinato ad assumere rilevanza soltanto in un'ottica commerciale-imprenditoriale, ma si risolve in una più complessa vicenda di indubitabile discredito, tanto personale quanto patrimoniale, per chi lo subisce, così che esso, ove illegittimamente sollevato e
Leggi tutto...
BLOG: Sull'eccessivo numero dei processi pendenti
Leggendo da tanti anni le sentenze per esteso della Cassazione mi sono reso conto di tante cose. Una di queste è che il numero delle sentenze cassate è impressionante.
Pochi hanno fatto notare che ....
Leggi tutto...
R.C.AUTO: Indennizzo diretto. Dpr 254/2006
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 luglio 2006, n.254

Regolamento recante disciplina del risarcimento diretto dei danni
derivanti dalla circolazione stradale, a norma dell'articolo 150 del
decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 - Codice delle
assicurazioni private.
Leggi tutto...
Ferrovie: equo indennizzo
Ferrovie dello Stato: la Cassazione corregge l’errore materiale nella legge sull’equo indennizzo in favore dei dipendenti.

Cassazione Civile, Sez. Lavoro, 27 settembre 2005, n. 18833

Riassunto: l'art. 2 secondo comma del Decreto Ministeriale 2 luglio 1983 n. 1622 stabilisce che l'equo indennizzo per i dipendenti delle Ferrovie dello Stato è ridotto al 25% se il dipendente ha superato i cinquanta anni di età, e del 50% se ha superato il sessantesimo anno. La Suprema Corte, con un rigoroso ed ineccepibile ragionamento, rileva l’errore materiale stabilendo che la riduzione è del 25% e non al 25%.
Scrivi commento (0 Commenti)
Leggi tutto...
Tumore e causa di servizio.
Morte da polveri di amianto e piombo: le Ferrovie dello Stato condannate definitivamente a risarcire i familiari del dipendente stroncato da un carcinoma.

La Corte di Cassazione ha messo la parola fine ad una vertenza giudiziaria durata oltre sette anni, promossa dagli eredi di un dipendente delle Ferrovie dello Stato, deceduto a seguito di un carcinoma polmonare, di metastasi generalizzate e di collasso acuto del circolo.Scrivi commento (0 Commenti)
Leggi tutto...
Danno morale dei prossimi congiunti
Lesioni gravi: spetta il danno morale ai prossimi congiunti?

Riassunto: viene esaminata la giurisprudenza di legittimità che ha dapprima escluso e poi riconosciuto il diritto al risarcimento del danno morale ai prossimi congiunti della persona gravemente lesa.
Scrivi commento (0 Commenti)
Leggi tutto...
Indulto L. 241/2006
LEGGE 31 luglio 2006, n. 241
Concessione di indulto.

Art. 1.

1. E' concesso indulto, per tutti i reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006, nella misura non superiore a tre anni per le penedetentive e non superiore a 10.000 euro per quelle pecuniarie sole ocongiunte a pene detentive. Non si applicano le esclusioni di cuiall'ultimo comma dell'articolo 151 del codice penale.
Leggi tutto...
<< Inizio < Precedente 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Prossimo > Fine >>

Risultati 85 - 98 di 137
Giurisprudenza News
CTU e preclusioni istruttorie -

Il CTU può tenere in considerazione documentazione consegnatagli dalla parte durante le operazioni peritali?

Tribunale di Roma, 19 dicembre 2006.



Liquidazione del danno: riduzione in ragione del potere di acquisto della moneta - Laddove il danneggiato viva in un paese in cui il potere della moneta con cui viene pagato il risarcimento è maggiore rispetto a quella in uso, può disporsi una riduzione?

Tribunale di Roma, 27 gennaio 2007


ICI e assegnazione casa familiare - Deve continuare a pagare l’i.c.i. il coniuge che lascia la casa familiare perché, in sede di separazione, il giudice l’ha assegnata all’altro coniuge e ai figli.

Cassazione civile , sez. trib., 16 marzo 2007, n. 6192



Confisca del ciclomotre. - In tema violazioni al codice della strada, la modifica delle caratteristiche tecniche di un ciclomotore, tale da rendere il mezzo non più rispondente alle prescrizioni di cui all’art. 52 c. strad., comporta l’applicabilità della sanzione prevista dall’art. 97 c. strad., compresa la misura accessoria della confisca.



Chirurgo - responsabilità - Il chirurgo non deve tenere in considerazione soltanto le esigenze cliniche e terapeutiche immediate ma deve anche considerare le ripercussioni di ordine fisico e psicologico che il suo intervento può produrre sul paziente. Non si applica la limitazione di responsabilità ex art.2236 c.c.al professionista generico che consapevolmente non ha consultato lo specialista, il quale invece poteva indirizzarlo a un’operazione con conseguenze meno dannose.

Cassazione civile , sez. III, 13 marzo 2007, n. 5846



Furto auto in parcheggi custoditi - In tema di parcheggi custoditi, in caso di furto dell’auto il gestore è responsabile e deve risarcire il proprietario. L’eventuale clausola che esclude la responsabilità del primo verso il secondo, infatti, ha carattere vessatorio ed è inefficace se non è stata approvata specificamente per iscritto.

Cassazione civile , sez. III, 13 marzo 2007, n. 5837


Prodotti difettosi - Il consumatore che dimostra il nesso di causalità fra il danno subito e l’utilizzazione del prodotto venduto in commercio non prova automaticamente anche il difetto del prodotto stesso e, dunque, la responsabilità del produttore.
Cassazione civile , sez. III, 15 marzo 2007, n. 6007


Un caso di responsabilità di un dentista -

Queste in sintesi le motivazioni del Tribunale.

  • Il contratto di prestazione professionale va risolto in caso di grave inadempimento.
  • Nel caso in esame la prestazione eseguita dal medico è stata giudicata sostanzialmente inutile per l’attrice, la quale non solo non ha risolo i propri problemi, ma ha dovuto per effetto di cure incongrue perdere altri due denti, pur essendo già portatrice di una situazione odontostamotologica compromessa.
  • Per quanto attiene infine alla colpa, va ricordato che secondo l’ormai consolidato orientamento della Suprema Corte chi lamenta l’inadempimento di una obbligazione contrattuale deve soltanto dimostrare l’esistenza e l’efficacia del contratto, mentre è onere del convenuto dimostrare o di avere adempiuto, ovvero che l’inadempimento non è dipeso da propria colpa, ai sensi dell’art. 1218 c.c. (cfr., da ultimo, Cass. sez. un. 30.10.2001 n. 13533, in Dir. e giust., 2001, fasc. 42, 26) e tali princìpi trovano applicazione anche nell’ipotesi di responsabilità professionale del medico.
  • In questi casi, è dunque onere del medico dimostrare che il danno non sussiste, ovvero non è dipeso da propria colpa (ex permultis, Cass., sez. III, 23-05-2001, n. 7027, in Danno e resp., 2001, 1165; Cass., sez. III, 06-10-1997, n. 9705, in Giust. civ., 1998, I, 424; nonché, per la giurisprudenza di questo Tribunale, ex multis, Trib. Roma 30.11.2003, Plaitano c. Toscana, inedita; Trib. Roma 30.6.2003, Felix c. Marcorelli, inedita; Trib. Roma 1.8.2003, Nardozi c. Diotallevi, inedita).
  • Dall’accoglimento della domanda di risoluzione discende sul piano degli effetti che:
    (a) è dovuta la restituzione delle somme già versate (effetto restitutorio scaturente dalla risoluzione);
    (b) è dovuto il risarcimento del danno (effetto risarcitorio scaturente dalla risoluzione).
  • Per quanto attiene agli obblighi restitutori scaturenti dalla risoluzione di un contratto di prestazione d’opera professionale, ritiene il Tribunale di Roma che il medico sia tenuto alla restituzione del corrispettivo ricevuto, a nulla rilevando che la prestazione da lui resa non sia ripetibile in natura. Ostano all’accoglimento della conclusione contraria (sostenuta da Trib. Roma 30.6.2004, in Giurispr. romana, 2004, 367, invocata da parte convenuta), almeno due rilievi:
    • Innanzitutto, l’irripetibilità dell’onorario già pagato dal cliente contrasta con l’esigenza di salvaguardare il sinallagma tra le reciproche prestazioni. Se si ritenesse irripetibile l’onorario versato dal paziente, infatti, quest’ultimo verrebbe costretto a pagare una prestazione inutile, se non dannosa. Si consideri, del resto, che il controvalore pecuniario di una prestazione professionale che abbia arrecato un danno alla salute del paziente non può non essere pari a zero, e dunque per esso non sarebbe dovuto alcun corrispettivo.
    • In secondo luogo v’è da considerare che, se prima della risoluzione del contratto il cliente ancora non abbia pagato l’onorario professionale, egli potrebbe legittimamente rifiutare tale pagamento, ai sensi dell’articolo 1460 c.c.. Appare pertanto illogico, a fronte dell’inadempimento del professionista, consentire al cliente di non pagare l’onorario se il contratto è ancora in vita, e fargli perdere l’onorario già pagato se il contratto è risolto.


Multe senza preavviso -
Sono valide le multe, inflitte per infrazioni al codice della strada, anche se il vigile si è dimenticato di lasciare il preavviso della contravvenzione sul veicolo multato in assenza del conducente. Nessuna norma impone, infatti, il rilascio di un preavviso di violazione la cui mancanza non ostacola in alcun modo il diritto di difesa.

Cassazione civile , sez. II, 09 marzo 2007, n. 5447



Chi è Online
Abbiamo 16 visitatori online

Hosted & Developed by NETSERVICE © 2007
Studio Legale Minardi - Via Armellini n.14 - Senigallia (An) - 60019 - Tel 071 64190 Fax 071 7912550