Home  
Affidamento condiviso e assegno di mantenimento

Affidamento congiunto ed assegno di mantenimento dei figli

L’affidamento congiunto del minore, comporta che i coniugi debbano provvedere paritariamente al mantenimento dei figli?

Cassazione , sez. I civile, sentenza 18.08.2006 n° 18187

Leggi tutto...
Violenza negli stadi
DECRETO-LEGGE 8 febbraio 2007, n.8

Misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di
violenza connessi a competizioni calcistiche.
Leggi tutto...
Licenziamento per accesso abusivo a file

Può essere licenziato il lavoratore che abusivamente accede ad una cartella informatica aziendale protetta da password?

Cassazione civile , sez. lav., 09 gennaio 2007 , n. 153.
Leggi tutto...
Amministratore di sostegno
AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO E ASSISTENZA TECNICA DEL DIFENSORE.

Per proporre ricorso per la nomina di un amministratore di sostegno e partecipare al relativo procedimento è necessaria l’assistenza tecnica di un difensore legalmente esercente?

Cassazione civile , sez. I, 29 novembre 2006 , n. 25366
Leggi tutto...
L'evoluzione del danno non patrimoniale
L’EVOLUZIONE DEL DANNO NON PATRIMONIALE. BREVI CENNI

E' noto che il sistema delineato dal Codice civile del 1942 si fondava sulla concezione dicotomica che distingueva, nell'universo aquiliano, il danno patrimoniale da quello non patrimoniale.
Scrivi commento (0 Commenti)
Leggi tutto...
Formazione permanente continua
FORMAZIONE PERMANENTE CONTINUA

A partire dal 1° gennaio 2008 scatta l’obbligo per gli avvocati di curare la propria formazione professionale, attraverso la partecipazione a corsi di aggiornamento, master, seminari, convegni, giornate di studio, tavole rotonde, commissioni di studio, gruppi di lavoro, e agli altri eventi individuati dal Consiglio Nazionale Forense e dai Consigli dell’Ordine. Lo stabilisce il regolamento approvato dal Consiglio Nazionale Forense nella seduta del 18/01/2007. I professionisti dovranno conseguire 90 crediti formativi in tre anni, di cui almeno 20 in ciascun anno. La verifica dell’adempimento del dovere di formazione continua è esercitata dai Consigli dell’Ordine.
Pubblichiamo di seguito il regolamento.
Leggi tutto...
Codice Deontologico Forense
CODICE DEONTOLOGICO FORENSE

Nella seduta del 18/01/2007 il Consiglio Nazionale Forense ha modificato alcuni articoli del Codice deontologico forense, alla luce delle novità introdotte con legge n. 248/2006.
Modificati gli articoli 10 (dovere di indipendenza), 17 (Informazioni sull'attività professionale), 17bis (Mezzi di informazione consentiti), 19 (Divieto di accaparramento di clientela), 35 (Rapporto di fiducia), 43 (Richiesta di pagamento) e 45 (Accordi sulla definizione del compenso).
Pubblichiamo di seguito il testo aggiornato.
Leggi tutto...
Bond Argentini
BOND ARGENTINI - RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA
Leggi tutto...
Danno da morte
DANNO DA MORTE

Quali sono le voci di danno nel caso in cui un prossimo congiunto venga dolosamente o colposamente ucciso?

I prossimi congiunti hanno diritto, a seconda dei casi, alle seguenti voci di danno:

Scrivi commento (0 Commenti)
Leggi tutto...
Danno non patrimoniale
BREVI APPUNTI CIRCA IL DANNO NON PATRIMONIALE IN CASO DI MORTE DEL PROSSIMO CONGIUNTO

In base alla più recente giurisprudenza della Suprema Corte (per tutte v. Cass. civ. 13546/2006) le voci del danno alla persona possono essere ricondotte ad un sistema bipolare, costituito dal danno patrimoniale e dal danno non patrimoniale.
Scrivi commento (0 Commenti)
Leggi tutto...
Responsabilità civile del notaio
Omessa informazione sul mancato frazionamento dell'ipoteca.

A carico del notaio rogante è configurabile responsabilità contrattuale nei confronti del cliente, acquirente di unità immobiliare parte di maggior complesso gravato da ipoteca non frazionata, per avere egli omesso di informarlo dei rischi inerenti al detto mancato frazionamento.

Cassazione civile , sez. III, 11 gennaio 2006, n. 264
Leggi tutto...
Indennizzo diretto
INDENNIZZO DIRETTO

Qual è l’ambito di applicazione del regolamento in materia di indennizzo diretto?

La disciplina del risarcimento diretto si applica in tutte le ipotesi di danni al veicolo e di lesioni di lieve entità al conducente, anche quando nel sinistro siano coinvolti terzi trasportati.
Scrivi commento (0 Commenti)
Leggi tutto...
Tasso di interesse legale
Tassi interessi di mora ex d.lgs 231/2002

- 9.83% per il semestre luglio - dicembre 2006
- 9.25% per il semestre gennaio - giugno 2006
- 9.05% per il semestre luglio - dicembre 2005
- 9.09% per il semestre gennaio - giugno 2005
- 9.01% per il semestre luglio - dicembre 2004
- 9.02% per il semestre gennaio - giugno 2004
- 9.10% per il semestre giugno - dicembre 2003
- 9.85% per il semestre gennaio - giugno 2003
- 10.35% per il semestre luglio - dicembre 2002



Tasso di interesse legale


- 2,25 % gennaio 2006
- 2,05 % gennaio 2005
- 2,50 % gennaio 2004
- 3,00 % gennaio 2002
- 3,50 % gennaio 2001
- 2,50 % gennaio 1999
- 5,00 % gennaio 1997
- 10,00% dicembre 1990
- 5,00 % aprile 1942
<< Inizio < Precedente 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Prossimo > Fine >>

Risultati 71 - 84 di 137
Giurisprudenza News
ICI e assegnazione casa familiare - Deve continuare a pagare l’i.c.i. il coniuge che lascia la casa familiare perché, in sede di separazione, il giudice l’ha assegnata all’altro coniuge e ai figli.

Cassazione civile , sez. trib., 16 marzo 2007, n. 6192



Furto auto in parcheggi custoditi - In tema di parcheggi custoditi, in caso di furto dell’auto il gestore è responsabile e deve risarcire il proprietario. L’eventuale clausola che esclude la responsabilità del primo verso il secondo, infatti, ha carattere vessatorio ed è inefficace se non è stata approvata specificamente per iscritto.

Cassazione civile , sez. III, 13 marzo 2007, n. 5837


Chirurgo - responsabilità - Il chirurgo non deve tenere in considerazione soltanto le esigenze cliniche e terapeutiche immediate ma deve anche considerare le ripercussioni di ordine fisico e psicologico che il suo intervento può produrre sul paziente. Non si applica la limitazione di responsabilità ex art.2236 c.c.al professionista generico che consapevolmente non ha consultato lo specialista, il quale invece poteva indirizzarlo a un’operazione con conseguenze meno dannose.

Cassazione civile , sez. III, 13 marzo 2007, n. 5846



Multe senza preavviso -
Sono valide le multe, inflitte per infrazioni al codice della strada, anche se il vigile si è dimenticato di lasciare il preavviso della contravvenzione sul veicolo multato in assenza del conducente. Nessuna norma impone, infatti, il rilascio di un preavviso di violazione la cui mancanza non ostacola in alcun modo il diritto di difesa.

Cassazione civile , sez. II, 09 marzo 2007, n. 5447



Confisca del ciclomotre. - In tema violazioni al codice della strada, la modifica delle caratteristiche tecniche di un ciclomotore, tale da rendere il mezzo non più rispondente alle prescrizioni di cui all’art. 52 c. strad., comporta l’applicabilità della sanzione prevista dall’art. 97 c. strad., compresa la misura accessoria della confisca.



Liquidazione del danno: riduzione in ragione del potere di acquisto della moneta - Laddove il danneggiato viva in un paese in cui il potere della moneta con cui viene pagato il risarcimento è maggiore rispetto a quella in uso, può disporsi una riduzione?

Tribunale di Roma, 27 gennaio 2007


Un caso di responsabilità di un dentista -

Queste in sintesi le motivazioni del Tribunale.

  • Il contratto di prestazione professionale va risolto in caso di grave inadempimento.
  • Nel caso in esame la prestazione eseguita dal medico è stata giudicata sostanzialmente inutile per l’attrice, la quale non solo non ha risolo i propri problemi, ma ha dovuto per effetto di cure incongrue perdere altri due denti, pur essendo già portatrice di una situazione odontostamotologica compromessa.
  • Per quanto attiene infine alla colpa, va ricordato che secondo l’ormai consolidato orientamento della Suprema Corte chi lamenta l’inadempimento di una obbligazione contrattuale deve soltanto dimostrare l’esistenza e l’efficacia del contratto, mentre è onere del convenuto dimostrare o di avere adempiuto, ovvero che l’inadempimento non è dipeso da propria colpa, ai sensi dell’art. 1218 c.c. (cfr., da ultimo, Cass. sez. un. 30.10.2001 n. 13533, in Dir. e giust., 2001, fasc. 42, 26) e tali princìpi trovano applicazione anche nell’ipotesi di responsabilità professionale del medico.
  • In questi casi, è dunque onere del medico dimostrare che il danno non sussiste, ovvero non è dipeso da propria colpa (ex permultis, Cass., sez. III, 23-05-2001, n. 7027, in Danno e resp., 2001, 1165; Cass., sez. III, 06-10-1997, n. 9705, in Giust. civ., 1998, I, 424; nonché, per la giurisprudenza di questo Tribunale, ex multis, Trib. Roma 30.11.2003, Plaitano c. Toscana, inedita; Trib. Roma 30.6.2003, Felix c. Marcorelli, inedita; Trib. Roma 1.8.2003, Nardozi c. Diotallevi, inedita).
  • Dall’accoglimento della domanda di risoluzione discende sul piano degli effetti che:
    (a) è dovuta la restituzione delle somme già versate (effetto restitutorio scaturente dalla risoluzione);
    (b) è dovuto il risarcimento del danno (effetto risarcitorio scaturente dalla risoluzione).
  • Per quanto attiene agli obblighi restitutori scaturenti dalla risoluzione di un contratto di prestazione d’opera professionale, ritiene il Tribunale di Roma che il medico sia tenuto alla restituzione del corrispettivo ricevuto, a nulla rilevando che la prestazione da lui resa non sia ripetibile in natura. Ostano all’accoglimento della conclusione contraria (sostenuta da Trib. Roma 30.6.2004, in Giurispr. romana, 2004, 367, invocata da parte convenuta), almeno due rilievi:
    • Innanzitutto, l’irripetibilità dell’onorario già pagato dal cliente contrasta con l’esigenza di salvaguardare il sinallagma tra le reciproche prestazioni. Se si ritenesse irripetibile l’onorario versato dal paziente, infatti, quest’ultimo verrebbe costretto a pagare una prestazione inutile, se non dannosa. Si consideri, del resto, che il controvalore pecuniario di una prestazione professionale che abbia arrecato un danno alla salute del paziente non può non essere pari a zero, e dunque per esso non sarebbe dovuto alcun corrispettivo.
    • In secondo luogo v’è da considerare che, se prima della risoluzione del contratto il cliente ancora non abbia pagato l’onorario professionale, egli potrebbe legittimamente rifiutare tale pagamento, ai sensi dell’articolo 1460 c.c.. Appare pertanto illogico, a fronte dell’inadempimento del professionista, consentire al cliente di non pagare l’onorario se il contratto è ancora in vita, e fargli perdere l’onorario già pagato se il contratto è risolto.


Prodotti difettosi - Il consumatore che dimostra il nesso di causalità fra il danno subito e l’utilizzazione del prodotto venduto in commercio non prova automaticamente anche il difetto del prodotto stesso e, dunque, la responsabilità del produttore.
Cassazione civile , sez. III, 15 marzo 2007, n. 6007


CTU e preclusioni istruttorie -

Il CTU può tenere in considerazione documentazione consegnatagli dalla parte durante le operazioni peritali?

Tribunale di Roma, 19 dicembre 2006.



Chi è Online
Abbiamo 18 visitatori online

Hosted & Developed by NETSERVICE © 2007
Studio Legale Minardi - Via Armellini n.14 - Senigallia (An) - 60019 - Tel 071 64190 Fax 071 7912550