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Assegno di divorzio: peggioramento delle condizioni economiche
In caso di divorzio, il peggioramento delle condizioni economiche derivanti dalla scelta di pensionamento, dà diritto alla revisione delle condizioni economiche per giustificato motivo?

Cass. civ. 17041/2007
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Radici di alberi posti a confine: nessun risarcimento per il confinante che poteva rimuoverle
L’interessante caso è stato deciso dal Giudice di Pace di Senigallia con una recente sentenza. Questi i fatti. La proprietaria di un immobile citava in giudizio il condominio confinante, assumendo che le radici degli alberi di proprietà condominiale avevano danneggiato la pavimentazione del suo giardino, tanto che si era sollevata e poi frantumata, rendendo così impraticabile il vialetto. Chiedeva, pertanto, un risarcimento del danno di euro 1.243,20.

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Circolazione stradale: la presunzione di responsabilità si applica anche in caso di dinamica incerta
Un motociclista si rivolge al giudice esponendo di essere stato urtato da un motocarro che nell'effettuare una manovra a U, senza segnalazione, lo aveva urtato proprio durante la fase di sorpasso.

In primo grado, il motociclista ottiene il 100% della ragione, ma in appello la responsabilità ripartita al 50% su ciascuno dei conducenti coinvolti, in virtù del concorso di cui all'art. 2054 c.c.

Il motociclista ricorre in Cassazione, la quale però conferma la sentenza del giudice di appello.

Osserva al riguardo la Corte, che la presunzione ex art. 2054 c.c. svolge una funzione sussidiaria, che opera ogni qualvolta non sia possibile accertare, con indagini specifiche, le modalità del sinistro e le rispettive responsabilità, oppure quanto non si possa stabilire con certezza la incidenza causale delle condotte nella determinazione dell'evento.

Nella fattispecie, non era stato provato se e in quale misura fosse responsabile del sinistro anche il motociclista, se cioè esso procedesse a velocità moderata o meno, ai fini di avere la possibilità di arrestarsi in caso di manovra imprudente, negligente ed imprevista dell'altro soggetto. In sostanza non era stato possibile ricostruire la dinamica dell'incidente, al fine di raggiungere la prova liberatoria relative alla presunzione di cui all'art. 2054 c.c., comma 2, e in particolare se il conducente dell'Ape avesse completato la manovra di inversione o comunque in quale fase della manovra si trovasse e se il motociclista avesse fatto tutto il possibile per evitarlo.

Il S.C., infatti, ha osservato che la presunzione di pari responsabilità sancita dal secondo comma dell'art. 2054 c.c., opera non soltanto quando non sia possibile stabilire il grado di colpa, ma anche soprattutto quando non sia possibile stabilire la sequenza causale (Cass., 7.2.1997, n. 1198).

E' stata pertanto confermata la sentenza impugnata, nel senso che l'accertamento della colpa sia pure grave di uno dei conducenti non esonera l'altro dall'onere di provare di avere fatto tutto il possibile per evitare l'evento al fine di concludere la configurazione di concorso di colpa a suo carico (Cass. 9.2.1982, n. 764).

L'accertamento del giudice di merito, ha concluso la Corte, in ordine alle modalità di verificazione del sinistro, la condotta di marcia dei veicoli ed a tutte le circostanze attinenti al fatto, se adeguatamente motivate, con giudizio immune da vizi logici è incensurabile in sede di legittimità.

Cass. civile sent. n. 195/2007



Atti di concorrenza sleale.
Compie atti di concorrenza sleale l’ex collaboratore coordinato e continuativo che intrattiene rapporti commerciali con alcuni clienti e fornitori dell’azienda, conosciuti nell’ambito del rapporto di collaborazione?

Cassazione – Sezione prima civile – sentenza 12 febbraio - 30 maggio 2007, n. 12681
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L'impugnazione delle sentenze del giudice pace
L'impugnazione delle sentenze emesse dal GdP, in materia di sanzioni amministrative, va fatta con appello o con ricorso?
A chi si propone l'impugnazione, se nel giudizio ha partecipato un'amministrazione dello Stato?

Tribunale di Verona, 29 marzo 2007.

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Cessione contratto locazione. Responsabilità dei cedenti e dei cessionari.
In caso di cessioni plurime del contratto di locazione commerciale, a che titolo rispondono i vari cedenti e l'attuale conduttore?

Sentenza 20 aprile 2007, n. 9486

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Decreto ingiuntivo. Pagamento in corso di causa.
Quali effetti produce il pagamento in corso di causa del decreto ingiuntivo?

Cassazione civile, sentenza 18 maggio 2007, n. 11660
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Persone giuridiche e danno non patrimoniale
In caso di indebita pubblicazione nella Centrale Rishi, la persona giuridica ha diritto al risarcimento del danno non patrimoniale?

Cassazione Civ., sent. 4 giugno 2007, n. 12929
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Coniugi separati: ripresa della coabitazione
I coniugi legalmente separati che riprendono la coabitazione, anche se conducendo vite separate e dormendo in camere separate, si presumono riconciliati?

Cassazione – Sezione prima civile – sentenza 21 marzo – 25 maggio 2007, n. 12314.
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Notifica a mezzo posta e termine per la costituzione.
Il termine per costituirsi in giudizio in caso di notificazione a mezzo posta, decorre dal momento della consegna dell'atto all'Ufficiale giudiziario, ovvero dal ricevimento da parte del destinatario?

Cassazione – Sezione prima civile – sentenza 13 aprile – 21 maggio 2007, n. 11783
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Procura alle liti. Subentro del liquidatore.

E' valida la procura alle liti, qualora la società venga messa in liquidazione e il liquidatore sia persona diversa dall'amministratore che ha conferito il mandato?

Cassazione – Sezione prima civile – sentenza 8 marzo – 22 maggio 2007, n. 11847

La Cassazione ha risposto affermativamente al quesito, così cassando la sentenza della Corte di Appello di Napoli, che aveva ritenuto illegittima la procura conferita in primo grado, in quanto nel frattempo la società era stata posta in liquidazione.


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Il costo improprio della difesa

Di Mirco Minardi

Pubblicato su Altalex del 23.04.2007

Secondo alcune tra le maggiori associazioni rappresentative dei consumatori, in materia di infortunistica stradale noi avvocati abbiamo rappresentato sino ad ora un “costo improprio”. Proprio così. Il nuovo sistema di indennizzo diretto, secondo queste associazioni, avrebbe posto fine a questo sperpero di danaro, che, sempre a loro dire, consentirà alle compagnie di ridurre i premi assicurativi.
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La cultura manageriale nello studio legale

Di Mirco Minardi

Storicamente, la figura del professionista si è sempre nettamente distinta da quella dell'imprenditore e del manager. D'altra parte, precisi divieti normativi e deontologici ci ricordano che l'avvocato non può essere un commerciante, nemmeno nel senso di amministrare una società che ad esempio si occupi di consulenza.
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Giurisprudenza News
Confisca del ciclomotre. - In tema violazioni al codice della strada, la modifica delle caratteristiche tecniche di un ciclomotore, tale da rendere il mezzo non più rispondente alle prescrizioni di cui all’art. 52 c. strad., comporta l’applicabilità della sanzione prevista dall’art. 97 c. strad., compresa la misura accessoria della confisca.



Un caso di responsabilità di un dentista -

Queste in sintesi le motivazioni del Tribunale.

  • Il contratto di prestazione professionale va risolto in caso di grave inadempimento.
  • Nel caso in esame la prestazione eseguita dal medico è stata giudicata sostanzialmente inutile per l’attrice, la quale non solo non ha risolo i propri problemi, ma ha dovuto per effetto di cure incongrue perdere altri due denti, pur essendo già portatrice di una situazione odontostamotologica compromessa.
  • Per quanto attiene infine alla colpa, va ricordato che secondo l’ormai consolidato orientamento della Suprema Corte chi lamenta l’inadempimento di una obbligazione contrattuale deve soltanto dimostrare l’esistenza e l’efficacia del contratto, mentre è onere del convenuto dimostrare o di avere adempiuto, ovvero che l’inadempimento non è dipeso da propria colpa, ai sensi dell’art. 1218 c.c. (cfr., da ultimo, Cass. sez. un. 30.10.2001 n. 13533, in Dir. e giust., 2001, fasc. 42, 26) e tali princìpi trovano applicazione anche nell’ipotesi di responsabilità professionale del medico.
  • In questi casi, è dunque onere del medico dimostrare che il danno non sussiste, ovvero non è dipeso da propria colpa (ex permultis, Cass., sez. III, 23-05-2001, n. 7027, in Danno e resp., 2001, 1165; Cass., sez. III, 06-10-1997, n. 9705, in Giust. civ., 1998, I, 424; nonché, per la giurisprudenza di questo Tribunale, ex multis, Trib. Roma 30.11.2003, Plaitano c. Toscana, inedita; Trib. Roma 30.6.2003, Felix c. Marcorelli, inedita; Trib. Roma 1.8.2003, Nardozi c. Diotallevi, inedita).
  • Dall’accoglimento della domanda di risoluzione discende sul piano degli effetti che:
    (a) è dovuta la restituzione delle somme già versate (effetto restitutorio scaturente dalla risoluzione);
    (b) è dovuto il risarcimento del danno (effetto risarcitorio scaturente dalla risoluzione).
  • Per quanto attiene agli obblighi restitutori scaturenti dalla risoluzione di un contratto di prestazione d’opera professionale, ritiene il Tribunale di Roma che il medico sia tenuto alla restituzione del corrispettivo ricevuto, a nulla rilevando che la prestazione da lui resa non sia ripetibile in natura. Ostano all’accoglimento della conclusione contraria (sostenuta da Trib. Roma 30.6.2004, in Giurispr. romana, 2004, 367, invocata da parte convenuta), almeno due rilievi:
    • Innanzitutto, l’irripetibilità dell’onorario già pagato dal cliente contrasta con l’esigenza di salvaguardare il sinallagma tra le reciproche prestazioni. Se si ritenesse irripetibile l’onorario versato dal paziente, infatti, quest’ultimo verrebbe costretto a pagare una prestazione inutile, se non dannosa. Si consideri, del resto, che il controvalore pecuniario di una prestazione professionale che abbia arrecato un danno alla salute del paziente non può non essere pari a zero, e dunque per esso non sarebbe dovuto alcun corrispettivo.
    • In secondo luogo v’è da considerare che, se prima della risoluzione del contratto il cliente ancora non abbia pagato l’onorario professionale, egli potrebbe legittimamente rifiutare tale pagamento, ai sensi dell’articolo 1460 c.c.. Appare pertanto illogico, a fronte dell’inadempimento del professionista, consentire al cliente di non pagare l’onorario se il contratto è ancora in vita, e fargli perdere l’onorario già pagato se il contratto è risolto.


ICI e assegnazione casa familiare - Deve continuare a pagare l’i.c.i. il coniuge che lascia la casa familiare perché, in sede di separazione, il giudice l’ha assegnata all’altro coniuge e ai figli.

Cassazione civile , sez. trib., 16 marzo 2007, n. 6192



CTU e preclusioni istruttorie -

Il CTU può tenere in considerazione documentazione consegnatagli dalla parte durante le operazioni peritali?

Tribunale di Roma, 19 dicembre 2006.



Chirurgo - responsabilità - Il chirurgo non deve tenere in considerazione soltanto le esigenze cliniche e terapeutiche immediate ma deve anche considerare le ripercussioni di ordine fisico e psicologico che il suo intervento può produrre sul paziente. Non si applica la limitazione di responsabilità ex art.2236 c.c.al professionista generico che consapevolmente non ha consultato lo specialista, il quale invece poteva indirizzarlo a un’operazione con conseguenze meno dannose.

Cassazione civile , sez. III, 13 marzo 2007, n. 5846



Prodotti difettosi - Il consumatore che dimostra il nesso di causalità fra il danno subito e l’utilizzazione del prodotto venduto in commercio non prova automaticamente anche il difetto del prodotto stesso e, dunque, la responsabilità del produttore.
Cassazione civile , sez. III, 15 marzo 2007, n. 6007


Multe senza preavviso -
Sono valide le multe, inflitte per infrazioni al codice della strada, anche se il vigile si è dimenticato di lasciare il preavviso della contravvenzione sul veicolo multato in assenza del conducente. Nessuna norma impone, infatti, il rilascio di un preavviso di violazione la cui mancanza non ostacola in alcun modo il diritto di difesa.

Cassazione civile , sez. II, 09 marzo 2007, n. 5447



Furto auto in parcheggi custoditi - In tema di parcheggi custoditi, in caso di furto dell’auto il gestore è responsabile e deve risarcire il proprietario. L’eventuale clausola che esclude la responsabilità del primo verso il secondo, infatti, ha carattere vessatorio ed è inefficace se non è stata approvata specificamente per iscritto.

Cassazione civile , sez. III, 13 marzo 2007, n. 5837


Liquidazione del danno: riduzione in ragione del potere di acquisto della moneta - Laddove il danneggiato viva in un paese in cui il potere della moneta con cui viene pagato il risarcimento è maggiore rispetto a quella in uso, può disporsi una riduzione?

Tribunale di Roma, 27 gennaio 2007



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