Category Archives: Diritto Civile

Gli infortuni sulle piste di sci.

E’ tempo di neve, è tempo di sci, ma le piste, negli ultimi anni, sono diventate pericolose quanto le autostrade. Ogni anno, infatti, si registrano molti incidenti, talvolta dalle conseguenze gravissime. Vediamo allora di capire come è disciplinata la materia.

Dal 2003 esiste una legge, la n. 363, che regola alcuni aspetti dell’attività sciistica e della gestione degli impianti.

E’ bene anzitutto premettere che i sinistri possono verificarsi:
• per colpa di altri sciatori (o di snowboarder o comunque di soggetti a vario titolo presenti sulle piste);
• per colpa del gestore degli impianti di risalita;
• per colpa del gestore della pista (qualora sia soggetto diverso dal gestore dell’impianto).

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IL VOLTO DETURPATO: COME SI RISARCISCE IL DANNO PATRIMONIALE?

Una bambina di sei anni viene azzannata al viso da un cane dalmata. In termini percentuali tale danno viene stimato in 14 punti percentuali di invalidità, essendo il viso, nonostante i trattamenti di chirurgia estetica, rimasto gravemente deturpato. Il Tribunale è chiamato, su richiesta del genitore attore, a liquidare, tra le altre poste, il danno patrimoniale.

Ancora una volta si tratta di esprimere una difficilissima prognosi su quelle che saranno le possibili conseguenze patrimoniali di un danno alla salute e in particolare di un danno estetico.

Ecco cosa scrive il Tribunale di Nola (sent. 22 gennaio 2009).
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QUANTO VALE UN OCCHIO DELLA TESTA?

Talvolta si sente dire “mi è costato un occhio della testa”, ma quanto vale un occhio della testa? In particolare, se un bambino perde totalmente il visus da un occhio, qual è il giusto risarcimento? Lo scopriremo tra poco; prima vi racconto il fatto.

Ci troviamo a Brusciano, un comune della Campania. Un bimbo di due anni si trova in braccio alla madre, quando all’improvviso una pioggia di detriti e brecciame provenienti dal cassone di un autocarro lo investe. In conseguenza del sinistro, il piccolo riporta un danno gravissimo all’apparato visivo, consistente nella perforazione corneale con perdita dell’iride dell’occhio sinistro. Nonostante la pacifica responsabilità del conducente dell’autocarro che viaggiava ad alta velocità, la compagnia assicuratrice non risarcisce il danno. Ed è causa.
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Sulla responsabilità del farmacista

Interessante sentenza della Corte di Cassazione (Cassazione civile , sez. III, 28 marzo 2008, n. 8073), che afferma il principio secondo cui il farmacista che segue le erronee indicazioni del medico nella scelta della terapia non incorre in alcuna colpa professionale, atteso che, a fronte della precisa indicazione del medico, egli non ha il compito di verificare se la posologia del farmaco prescritto sia effettivamente corrispondente alle particolari esigenze terapeutiche di un paziente.

Peraltro, non essendo abilitato alla professione medica, non è tenuto né autorizzato a sindacare i trattamenti terapeutico-farmacologici né a controllare l’eventuale dissonanza tra le indicazioni di una casa di cura, istituto ospedaliero o altra struttura e la ricetta del medico, dovendo attenersi a quest’ultima.

L’obbligo di attenersi a quanto prescritto dal medico, secondo la Corte, trova legittimo ostacolo nella sola ipotesi in cui il farmacista individui nella ricetta la prescrizione di sostanze velenose a dosi non medicamentose o pericolose, dovendo in tal caso esigere che il medico dichiari per iscritto che la somministrazione avviene sotto la sua responsabilità.
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Associazione professionale e responsabilità dei singoli membtri

Qualora un professionista appartenente ad una associazione professionale abbia assunto incarico di difesa legale verso un cliente, del suo eventuale inadempimento, risponde l’associazione professionale di cui fa parte, o meglio rispondono solidalmente tutti i professionisti appartenenti alla stessa, indipendentemente dalla circostanza che sia possibile individuare le rispettive attività in concreto svolte.

Tribunale Roma, sez. XIII, 15 marzo 2007
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La responsabilità del dentista

La responsabilità del medico è una responsabilità contrattuale.

Nelle fattispecie di responsabilità contrattuale, la prova dell’assenza di colpa medica grava sempre sul medico.

Se l’intervento fallito è un’operazione di routine per il sanitario, il paziente è tenuto soltanto a provare il rapporto intercorso con il professionista e si può limitare ad allegare le conseguenze negative patite.
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Chirurgia estetica

In caso di danno lamentato a seguito di intervento di chirurgia estetica, occorre stabilire il nesso di causalità tra il danno e l’intervento e la colpa del chirurgo.

Qualora le conseguenze dannose siano da ricondurre, senza dubbio, all’intervento, in quanto la condotta ha costituito un antecedente necessario dell’evento, per quanto riguarda la colpa, dovendosi applicare i principi generali in tema di inadempimento contrattuale cioè l’esistenza del contratto, mentre è onere del medico provare l’inesistenza dell’inadempimento o che lo stesso non dipende da sua colpa, la mancanza della suddetta, e l’assenza di fattori imprevedibili, di anomala reazione dell’organismo dovuta alle condizioni soggettive della paziente, comportano l’individuazione in capo al medico dell’onere risarcitorio.
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Quando ci si mettono i suoceri

Sapete come funzionano talvolta i matrimoni.
All’inizio tutti felici e d’accordo. Il padre di lei mette la casa. Il padre di lui si offre di ristrutturarla.
Arriva il fatidico giorno. Si mangia, si brinda, si balla.
Ma poi le cose non vanno.
Marito e moglie litigano e si separano.
Allora il padre di lui dice al consuocero: “Tu mi devi dare i soldi che mi spettano per la ristrutturazione della casa”.
E il padre di lei dice all’ex genero: “Tu mi devi dare i canoni di affitto per tutto il tempo che sei stato a casa mia”. Continue reading